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martedì 18 maggio 2010

Spagna, che passione

Ragazzi, qualche volta un titolo scontato come questo ci può anche stare.
Ognuno di noi sente l'esigenza di percorrere strade nuove e scoprire nuovi orizzonti dopo quella curva che si intravede in fondo al rettilineo.
Ma in senso contrario opera quel desiderio di ritrovarsi su itinerari noti e apprezzarne nuovamente la bellezza, con l'anticipazione di quello che verrà dietro la famosa curva, sapendo quello che c'è dopo.

E' questo il senso del viaggio dal quale sono appena rientrato. Poco più di sei mesi fa ero stato con un amico sulla Sierra Nevada. Ai primi di questo mese ci sono ritornato (questa volta eravamo in tre) percorrendo in parte le strade scoperte la volta scorsa.

Arrivati a Barcellona in nave, abbiamo voluto percorrere le strade dell'interno da Reus a Teruel e poi ancora oltre fino ad Almansa. Si viaggia veloci su asfalto perfetto in condizioni di traffico minime e dove l'accelerazione della moto riesce a ridarti in pochi secondi strada libera davanti quando incontri un'auto o un camion.
Strade perfette, tenuta ottima e un paesaggio che cambia di continuo, dalle coltivazioni della pianura catalana alla vegetazione sparsa del Puerto de Sant Just fino alla roccia rossa di Teruel.

Abbiamo poi proseguito per Caravaca de la Cruz, l'entroterra di Almeria e finalmente abbiamo cominciato a inerpicarci veloci tra le curve dell'Alpujarra, quella regione montuosa a sud della Sierra Nevada che si divide tra le province di Granada e Almeria.

Il recente maltempo che ha colpito anche la Spagna ha fatto franare diversi punti della spettacolare strada A348, ma questo non ci ha impedito di percorrerla tutta al passo veloce che le sue curve meritano.

Siamo rientrati a Barcellona lungo la costa, dove le previsioni meteo davano un tempo più accettabile rispetto all'interno, fermandoci per due notti nella fotogenica Peñíscola, che dista dalla metropoli catalana poco più di due ore.

Chi avesse voglia di sfogliare oltre 180 immagini del viaggio è subito accontentato...

sabato 6 marzo 2010

Aspettando la neve e sognando il sole

Sembra che la neve voglia tornare a farci visita. Avevo dato l'inverno per spacciato un po' troppo presto.

Oggi però ho approfittato della giornata di sole e di ben 7° di temperatura per regalarmi un giretto in moto. Volevo trovare un autolavaggio "fai da te", ma erano tutti chiusi o affollatissimi. Finalmente, dopo quasi un'ora ne ho trovato uno semivuoto e ho lavato via dalla moto lo sporco e la sabbia della Tunisia. Erano ben 50 giorni che non la facevo partire e non la portavo fuori dal box.

Appena scaldate un po' le gomme, mi sono divertito a giocare con le innumerevoli rotonde che ci sono da queste parti. Le "vecchie" gomme Michelin Pilot Power tengono sempre bene, sembra quasi che non vogliano ancora arrendersi e finire in discarica. Solo adesso mi rendo conto di quanto mi sia mancata la moto in queste settimane invernali. Mentre la mano destra riprende la sua eterna storia d'amore con l'acceleratore, è inevitabile quindi pensare ai viaggi che mi attendono.

Al primo posto c'è (ancora) la Sierra Nevada. A Ottobre scorso Massimo ed io ce la siamo goduta in lungo e in largo, nonostante l'aria fredda, e ci siamo ripromessi mentre eravamo ancora lì di ritornare in forze a primavera.

Ne ho parlato nel post Big-Sky Country e ne riparlo volentieri. Strade splendide, poco traffico e paesaggi maestosi. La Spagna esercita sempre quel suo fascino discreto e ti attira per la sua mancanza di arie. Un paese grande, maestoso e concreto. C'è anche da dire che in montagna puoi viaggiare allegro senza troppo timore di autovelox e poliziotti in agguato. C'è quasi una linea di confine tra la pianura e la montagna, tra le strade dritte e le curve.
Viaggiando verso i monti, è giusto tenere d'occhio i limiti e scendere a 50 attraversando i centri abitati. Lo dicono la legge e il doveroso rispetto per chi ci abita. Ma appena la strada inizia a salire e a avvolgersi intorno ai contrafforti dei Pirenei o delle Sierras, non c'è più nessuno se non tu e la strada, quell'asfalto ruvido e impeccabile e le tue gomme.
Bè, in realtà non è del tutto vero. Il numero di mucche, pecore, capre, maiali incontrati dietro una curva è alto. Una volta abbiamo perfino incontrato un avvoltoio immobile sul bordo della strada scendendo per la Valle del Roncal. Ma insomma ci siamo capiti.

Comincia quindi quel processo godurioso di parlarne con gli amici, controllare le partenze dei traghetti, studiare l'itinerario, fissare le date e, come ultimo atto, partire.

Era ora!

mercoledì 28 ottobre 2009

Il pianto del Sultano

Abu 'abd-Allah Muhammad XII, ultimo sultano di Granada, fu costretto ad abbandonare la città nel Gennaio 1492 dopo che i Reali di Castiglia l’avevano cinta d’assedio da mesi. Cadeva così l’ultimo bastione islamico in Spagna. La Reconquista della Penisola Iberica si concludeva dopo ben 700 anni.

Mentre con la sua corte si allontanava dalla città diretto alla costa, il trentenne Muhammad si sarebbe voltato per l’ultima volta a guardare le mura dell’Alhambra, sulle quali già sventolavano le bandiere dei Reali di Spagna.

La leggenda dice che egli abbia pianto per aver perduto “il più bell’oggetto del mondo”, cioè la sua medina, quella splendida cittadella in pietra rossa che dominava Granada.

Secondo la stessa leggenda, sua madre, sicuramente un bel sergente maggiore, lo avrebbe schernito: “piangi come una donna quello che non sei stato capace di difendere come uomo”.

La località in cui tutto ciò sarebbe avvenuto oltre 500 anni fa si chiama ancora Suspiro del Moro ed è un valico a quota 860 m posto lungo quei 70 km di strada che separano la città di Granada dal mare.

Il bello è che tutto questo l’ho solo scoperto dopo essermi goduto in moto quella strada stupenda, stretta e tortuosa che dalla città andalusa si snoda fino al mare, offrendo panorami spettacolari quelle rare volte che si riesce ad alzare l’occhio dall’asfalto.

Il nome del passo mi aveva incuriosito e una rapida ricerca in Internet ha soddisfatto la mia voglia di sapere.

Che siate o meno appassionati di storia, se capitate da quelle parti non mancate di percorrere la A4050 tra Almuñécar (sulla costa) e Granada.

Se appunto fate la strada a salire, arrivati al Puerto del Suspiro del Moro saprete di essere quasi arrivati a Granada. Dalla strada ormai l’Alhambra non si vede più, ma se andate all’ultimo piano dell’Hotel Ibis e non c’è di mezzo un Media World o un McDonald’s, forse riuscirete ancora a scorgere un angolo di quelle torri rosse come le vide il Sultano in lacrime.

venerdì 16 ottobre 2009

Tre modi di dirlo












  • Alla maniera di Motoblog

Ebbene sì, il momento più prestigioso è arrivato. L’esclusiva motonave “La Tinozza”, riservata generosamente dai nostri sponsor, ci attende in banchina. Presto salperemo le ancore alla volta di un’esotica terra lontana, la Penisola Iberica, i cui sapori e profumi ci attendono.

Presto il rombo dei nostri possenti motori riempirà l’aria delle Sierras, le nostre pedane squisitamente lavorate ne graffieranno l’asfalto e il celebre logo della casa motociclistica [inserire nome], un marchio che è una garanzia, scintillerà al sole di Spagna. Un grazie sentito alla [nome sponsor] che fornisce l’impeccabile abbigliamento tecnico in similpelle, vero vanto del Made in Italy, e alla [nome sponsor] i cui caschi, rigorosamente omologati a norma ECE-022 in Albania, saranno oggetto di una nostra prova approfondita in tutte le più gravose condizioni d’impiego. Grazie anche a voi, affezionati lettori, se avrete la compiacenza di vomitare all’interno degli appositi sacchetti.

  • Alla maniera di Riders

Il Direttore passò una notte insonne mentre il traghetto fendeva implacabile i marosi con la prua fissa sulla Spagna.

Un uomo, una moto, un sogno da realizzare.

Già Egli si vedeva proiettato nel vento sul suo mostro meccanico, eroe dannunziano prigioniero del destino, le sue mani possenti taglia XS come artigli sulle manopole, l’occhio limpido e volitivo fisso all’orizzonte. Quante strade nei suoi ricordi, quanti soli accecanti e quanto vento carico di pioggia hanno scolpito il suo volto fiero.

Ma un dubbio assillava il Direttore mentre il mistral del Golfo del Leone gli scompigliava la chioma fulva: “Mi sarò portato il tanghino da mettere sotto la tuta in pelle aderentissima? Che odio, odio, odio quando sotto si vede il segno delle mutande!”

  • Alla nostra maniera

Ragazzi, stasera partiamo in traghetto per la Spagna.

Da ieri la moto rotola sulla mia liquerizia preferita, Michelin Pilot Power 2CT, la gomma giusta per le curve di mezza stagione.

Pare proprio che il meteo ci voglia dare una mano: mare poco mosso e temperature decisamente miti in Andalusia, dove intendiamo girare per gran parte del tempo. Faremo foto e, se ci riesce, vi scriveremo anche due righe. Rigate dritto e non pensate troppo a noi. Di sicuro noi vi penseremo pochissimo.

Non mi resta che augurarci buona strada e calma di vento…

mercoledì 30 settembre 2009

Big-sky country

Ci risiamo. Mentre le giornate si accorciano e l’autunno segnala la sua presenza al calare del sole, viene la voglia di chiudere l’anno motociclistico in bellezza.

Come è stato per la Sardegna e i Pirenei negli anni passati (fughe di Ottobre alla ricerca di paesaggi assolati ma senza folla), anche il 2009 richiede a viva voce una galoppata in direzione Sud Ovest prima di mettere la parola fine sulle uscite impegnative.

Ci resteranno poi solo le passeggiate di un giorno negli spiragli che l’inverno consente.

È proprio la Spagna, paese cordiale e generoso, a offrire ancora giornate di sole e strade poco frequentate al motociclista in cerca di grandi spazi aperti e cieli limpidi. Nella nostra ricerca di big-sky country, come dice l’espressione americana, stiamo pensando con altri amici alla Sierra Nevada, ricca di paesaggi maestosi, belle strade e con la splendida città di Granada nelle vicinanze.

Non faremo indigestione di autostrade per raggiungere più velocemente la nostra destinazione.
La meta per chi va in moto è il viaggio stesso e intendiamo utilizzare qualche carretera nacional per non perderci quegli angoli di Spagna che l’Autopista spesso ti rapina.

Saremo tre o al massimo quattro. È il numero ideale per trovare rapidamente da dormire dove ci porta l’ispirazione e per appoggiare i gomiti sul tavolo alla fine della giornata e parlare del giorno dopo.

Ma ora vi lascio. La carta Michelin N. 578 (Andalucìa) mi attende.

giovedì 19 marzo 2009

Alberghi o stamberghe?

Il noto sito TripAdvisor, che raccoglie ed elabora i commenti di viaggiatori di tutto il mondo su alberghi e destinazioni, ha stilato la sua classifica 2009 degli alberghi più sporchi del mondo.

Questa (S)hit Parade si basa sui voti attribuiti dagli ospiti agli hotel in cui hanno soggiornato. Ogni nazione o area geografica ha i suoi dieci alberghi più scadenti e anche l'Italia non fa eccezione.

9 su 10 di questi alberghi sono situati in città grandi o medie (Milano, Roma, Firenze, Siena), mentre uno solo si trova in una località turistica della Calabria.

Vi é mai successo di soggiornare in un albergo veramente fetido?


Nel 2007, durante un Tour dei Pirenei in moto ho soggiornato in un albergo spagnolo che si presentava in maniera eccezionale. L'hotel Hosteleria de Leyre sorge presso Yesa, all'ombra della Sierra de Leyre vicino a Pamplona, ed é un'ala di un vecchio convento convertita in albergo.
La struttura ha solo due stelle perché le camere sono piccole e dotate solo dei servizi essenziali, tra cui un bagno abbastanza minuscolo, ma per 37 Euro la notte che cosa volete pretendere? La veduta e la posizione in compenso sono straordinarie. Anche il ristorante, con un menu più che civile per 17 Euro, non era niente male.

Peccato che mi sono svegliato una notte con qualcosa che mi camminava sul petto. Una zecca!

Ho passato il resto della notte con la torcia elettrica e un coltello in mano per scoprire dove si annidavano e tagliarle tutte a metà. Solo così avrei potuto di nuovo riaddormentarmi tranquillo.

Ma non ha comunque funzionato.