lunedì 24 ottobre 2011
Dvořák sulle Dolomiti
domenica 9 gennaio 2011
Il lavoro nobilita
sabato 24 aprile 2010
Preparativi
Per fortuna però ci sono alcune cose che non cambiano mai.
Una di queste è la preparazione di un viaggio. Qualunque viaggio.
lunedì 19 aprile 2010
Motociclisti e cani
Il cane, nella sua profonda saggezza esistenziale, non ne capirebbe il motivo e non ne sente il bisogno.
lunedì 16 novembre 2009
Otto semplici regole
Quando è tanto tempo che giri, è difficile che non ti sia imposto qualche regola (conscia o inconscia che sia).
Se vado in auto, la mia regola è arrivare a destinazione il prima possibile.
Se vado in moto, la faccenda diventa un po' più articolata. Ma si sa, quando qualcosa ti appassiona, tutto si complica...
Queste sono le mie regole, l'ordine non importa un gran che.
- Non sono in gara con nessuno. C’è gente che supero e altra gente che supera me.
- Ci sono giornate in cui mi va di andare forte e mi piace competere. Altre volte mi basta solo andare e non per questo mi diverto di meno.
- Non mi lascio imporre un passo che non è il mio. Gli amici più veloci mi aspetteranno al primo bivio. A mia volta aspetterò al primo bivio quelli più lenti.
- Piuttosto che mettere a rischio la vita di un amico con un sorpasso azzardato aspetto volentieri un’occasione migliore.
- Evito di uscire con chi sa andare in moto molto meglio o molto peggio di me. Chi è molto più bravo, con me si annoia, chi invece è molto meno bravo finirà per mandarmi in terra.
- Ogni volta che rischio e non mi succede niente, mi sono bruciato un credito. Il problema è che non so mai quanti me ne restano.
- Vado in moto per indossare abiti scomodi e arrivare stanco. Se volevo un comodo mezzo di trasporto, mi compravo lo scooter.
- La gente si divide in due categorie: chi va in moto e chi no.
mercoledì 11 novembre 2009
Come spiegare la passione?
Già da tempo, dei 20 motoveicoli più venduti in Italia, 17 sono scooter. Le moto “vere” sono invece in calo.
mercoledì 10 giugno 2009
Come eravamo

Parlare di moto ci piace quasi quanto andare in moto.
E quindi, giù a paragonare vari tipi di ABS e discutere sulle gomme più adatte per il nostro stile di guida.
E' giusto. La passione per l'argomento e la voglia di saperne di più fanno parte del DNA del motociclista. Per non parlare del fattore sicurezza che tutti noi abbiamo sempre più in mente.
Ma ogni tanto mi ritornano in mente i tempi in cui di ABS non si parlava (perchè sarebbe nato solo quindici anni dopo) e le gomme erano quelle Cenerentole che montavi sui cerchi e ti dimenticavi fino alla prossima foratura, oppure finchè non ti accorgevi di averle finite. Marca e caratteristiche erano un fatto del tutto secondario.
Non riesco a ricordare un solo tipo di gomme che usavo negli anni 70 e non è per colpa dell'età. E' che la scelta era veramente limitata, le caratteristiche poco entusiasmanti e l'argomento principale restava quello di trovare i soldi per fare il pieno. Per sigle come ABS, GPS, ESA, TPS, TL e ST dovevano passare ancora trent'anni.
Leggo una bella recensione del leggendario Motom nel blog Due Ruote nel Web . Ancora oggi se ne vede qualcuno restaurato come merita, nel suo colore rosso fiammante e con il suo motoricchio in bella vista.
Anche il Motom a suo tempo è servito a far battere il cuore a qualche ragazzo e l'ha portato a spasso con la fidanzatina abbarbicata in qualche maniera sul sedile mentre viaggiavano a 30 km/h lungo la strada provinciale in un'estate di sessant'anni fa.
Altri tempi, altri mezzi (meccanici ed economici), ma la passione è ancora la stessa.
giovedì 9 aprile 2009
Il sapientone
Discutere di moto e armeggiare sulle moto sono passatempi virili già noti agli antichi etruschi.
Il problema che loro la moto non ce l'avevano e perciò soffrivano assai. Secondo alcuni studiosi sarebbe stato proprio questo uno dei motivi per cui divennero una civiltà scomparsa.
Ma non crediate che il motociclista abbia l'esclusività di questo edificante passatempo.
Anche gli appassionati di barche stanno sempre a trafficare a testa sotto in qualche vano motore o in un gavone, oppure li trovate a discutere animatamente tra di loro sulla migliore soluzione per un particolare problema.
I patiti della nautica conoscono bene i cosiddetti "profeti da banchina", gente che sa tutto e ha un'opinione infallibile su tutto. "Quell'elica non va bene", "Devi cambiare àncora, la Danforth per la tua barca è sbagliata", "Ti serve un flatting bi-componente per quei legni". Molte volte si scopre che questi signori la barca non ce l'hanno nemmeno e frequentano la banchina solo perché a casa hanno una moglie spaccaballe che li fa girare con le pattine ai piedi.
Vi ricorda qualcosa?
Non conoscete anche voi qualche "esperto" di moto, qualche guru delle due ruote che sputa sentenze definitive e senza appello? "Hai le gomme sbagliate!", "Devi cambiare i getti ai tuoi carburatori", "Ora ti faccio vedere un olio motore miracoloso!". Non serve a niente dirgli che quelle gomme le montano tutti con soddisfazione, né che la vostra moto ha l'iniezione elettronica. Per non parlare di quell'olio motore che lui tanto decanta ma che è per uso automobilistico.
Le moto sono una cultura, uno stile di vita e una passione che non conosce età. Ognuno quindi vuole dire la sua e ognuno desidera cinque minuti di attenzione.
Bisogna essere pazienti e tolleranti anche con il classico rompipalle. E poi, quando non guarda, gli si versa l'olio dei freni nelle scarpe.
martedì 3 marzo 2009
Trafficare sulla moto

Forse qualcuno potrà spiegarmi per quale motivo trafficare sulla moto è per me una forma di relax, mentre fare manutenzione sulla macchina è qualcosa che rimando continuamente.
La povera auto ha ormai 11 anni e
Eppure non riesco a trovare la voglia di cambiarle i fluidi o fare delle operazioni elementari di manutenzione.
Se invece mi dite di trafficare sulla moto, per me è come un invito a nozze.
Mi metto la tuta, i guanti di lattice e mi scelgo i ferri giusti per fare il lavoro richiesto. Deve essere una specie di terapia occupazionale che mi distrae dai pensieri più stressanti.

Ma credo sia anche un discorso legato alla bellezza delle parti meccaniche di una moto, alla precisione dei componenti e alla relativa facilità di accesso senza bisogno di calarsi in un tunnel.
Prendete una pinza dei freni o un cerchio della moto e comparateli all'equivalente di un veicolo a quattro ruote. Non c'è paragone nel livello di rifinitura dei pezzi e nell'equilibrio tra funzionalità e design.
Ecco, lo sapevo. Ora devo per forza andare a smontare qualcosa...


