giovedì 29 dicembre 2011
Come eravamo
domenica 12 aprile 2009
Il bambino motociclista

Sto cambiando casa e la scelta dei colori per le pareti è una decisione interamente affidata a mia moglie. Se un colore piace a lei, piacerà di sicuro anche a me.
Se però parliamo del garage, quello è il mio dominio incontrastato e le mie decisioni in quell'ambito sono legge. Oggi mi sono divertito a impregnare il pavimento in cemento con due mani di un prodotto specifico e gli ho poi dato altre due mani di una vernice poliuretanica color mattone. Ieri avevo montato gli scaffali e affisso al muro i pannelli ai quali voglio appendere le chiavi inglesi e i vari attrezzi.
Fra qualche giorno saranno tutti al loro posto con la dignità che questi strumenti meritano.
Quando entro in un grande negozio di ferramenta mi rivedo bambino nel negozietto di giocattoli, quando prendevo religiosa- mente in mano un modellino di auto, alzavo gli occhi e chiedevo a mio padre: "me la compri?"
La differenza è che oggi la decisione in merito all'acquisto è la mia, ma il piacere di comprare oggetti o attrezzi che mi serviranno per la moto non è cambiato da quando me ne tornavo a casa con l'oggettino in metallo della Dinky Toys stretto in mano.
Non c'è niente di male a ritrovarsi ancora bambini, anche se si è abbondantemente superato il mezzo secolo di permanenza sul pianeta. Anzi, io trovo che sia un antidoto contro il rischio di invecchiare.
La differenza tra una Nash Rambler bicolore del 1957 in pressofusione e un set di chiavi inglesi luccicanti è solo l'uso che ne farò. Ma il bambino che ancora mi porto dentro le stringe con la stessa passione.
PS: chiunque si accorga di essere rimasto bambino per altri aspetti, contatti urgentemente un endocrinologo!

