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venerdì 20 agosto 2010

Milwaukee addio

Dopo 107 anni di onorata cittadinanza a Milwaukee, Harley Davidson sta seriamente considerando la possibilità di spostare la produzione altrove. Sono al vaglio diverse possibilità di ricollocarsi in vari stati USA ma c'è anche chi parla di lasciare gli Stati Uniti.

Le ragioni sono le stesse che assillano tutti i fabbricanti di moto e sono legate alla riduzione dei costi.
A detta dei suoi responsabili, l'andamento delle vendite di HD sarebbe fortemente stagionale e la produzione dovrebbe avere la flessibilità di ridurre e aumentare la forza lavoro di conseguenza. I sindacati invece non sembrano disposti a negoziare e la trattativa con le principali sigle presenti in fabbrica va avanti da oltre un mese senza particolari speranze di successo.

I posti di lavoro legati alla produzione sono circa 1.630 e, nel caso di uno spostamento della fabbrica, andrebbero gradualmente ad essere eliminati. A Milwaukee rimarrebbe solo la direzione generale della Harley. In assenza di soluzioni all'italiana (chi può dimenticare i 7 anni di ammortizzatori sociali per i licenziati Alitalia?), il giorno che la produzione chiuderà, gli operai HD e i loro sindacalisti se ne resteranno a casa. Punto.

E' naturale quindi domandarsi quanto sia realistica (e lungimirante) la posizione irremovibile dei sindacati, che sembrano decisi a difendere uno status quo ma incapaci di prevedere per quanto tempo questo possa reggere. Trovare un accordo sulla flessibilità e salvare 1.630 posti di lavoro o tenere duro e perderli tutti fra un anno?
C'è chi considera le voci legate allo spostamento come una pura mossa tattica per sbloccare i negoziati, chi invece ritiene che la sopravvivenza dell'azienda motociclistica sia legata a una maggiore competitività nel medio-lungo termine e quindi la decisione sia pressoché inevitabile.

Alcuni stati USA hanno presentato dei pacchetti di incentivi per portarsi in casa il celebre marchio, ma la soluzione vincente non è un regime fiscale favorevole per 5 o 10 anni o la disponibilità di finanziamenti agevolati. Alla lunga, il vantaggio competitivo è dato dalla flessibilità che solo un accordo con i sindacati (o l'assenza di sindacati dalla nuova fabbrica) può consentire.

Dopo il successo di vendite negli ultimi anni, la generazione che ha rappresentato il maggiore mercato per le Harley Davidson (i "baby boomers" del dopoguerra) sta invecchiando e la propensione all'acquisto di moto è inversamente proporzionale agli acciacchi dell'età. C'è quindi dietro l'angolo un possibile declino della domanda. La decisione di staccare la spina alla Buell, l'azienda del gruppo che produceva moto di ispirazione più sportiva, significa che Harley Davidson dispone ora di una gamma di prodotti destinati a un solo tipo di pubblico. Mossa pericolosa, ma forse necessaria per tagliare velocemente i costi.

Staremo quindi a vedere se HD lascerà veramente la sua patria Milwaukee e quali saranno i successivi sviluppi. Non bisogna dimenticare che la casa americana ha già una significativa presenza in India, uno dei maggiori mercati potenziali al mondo, e già da tempo si parlava di assemblare le Harley nel paese asiatico per evitare i gravosi dazi doganali sull'importazione dei prodotti finiti.

A Milwaukee un pensierino sull'India devono per forza averlo fatto…

venerdì 27 marzo 2009

Le angosce del rider


Caro Blog 

(..ma come si fa a chiamare un figlio Blog, non bastavano già quei nomi da fotoromanzo come Kevin e Heather?)

Vabbé, ricominciamo da capo.

Caro Blog, questa mattina mi sono svegliato pieno di angosciosi interrogativi sul nostro mondo di "rider".
Vedi tu se riesci a darmi risposta.

(No, non ti sto chiedendo perché tanti BMWisti girano con una borsa sola, quello non lo sai nemmeno tu..)

  • Perché quelli della GoldWing attaccano le bandierine alla moto? Ma loro vanno in giro o in crociera?
  • Perché quelli delle moto sportive hanno la ragazza che è alta 130 cm e pesa 38 kg? Se ingrassa, danno via lei o la moto?
  • Perché quello con la Harley quando lo fissi al semaforo fa la faccia da malvivente anche se in realtà fa il ginecologo?
  • C'è una data in cui quelli con le copertine del Tucano le smontano dallo scooter? E che giorno è, Ferragosto?

..e questa è la più angosciante e ci sto perdendo ore di sonno per provare a spiegarmela:

  • Perché quelli delle Sport-Tourer quando li leggi sui forum si spacciano da gente matura, ligia e rispettosa ma appena salgono in moto vanno come castighi di dio, come se avessero uno scorpione nel casco?

Grazie per quanto potrai fare per gettare luce su questi punti oscuri. Se no, mi restano sempre gli psicofarmaci.

sabato 28 febbraio 2009

Mi è presa una voglia di Harley...

No, non mi sono bevuto il cervello. Rimango sempre più convinto che la mia moto ideale sia una Sport Tourer. Non ho più l’età per appollaiarmi su una MV-Agusta F4, non vado per terra con un’endurona dal 1994 e non sono ancora materiale da GoldWing.
Per il trike, poi, c’è tempo ancora qualche decennio.

Ma ogni tanto mi prende la voglia di salire a cavallo di un ferro da 350kg (a secco), agguantare le manopole e piantare il pollice destro nel pulsante dello starter per sentire la locomotiva scuotersi e sbuffare.

Mi piacerebbe cavalcare un motore giurassico, sentirlo tossire e borbottare quando rilascio il gas e poi riprendere progressivamente come quei vecchi cavalli da tiro delle birrerie.

Qualche bel giro con le moto di Milwaukee l’ho già fatto. Mi sono divertito a girare con una Sportster 1200, sono sceso deluso da una 883 e ho dato qualche grattatina con una Street Glide sulle curve delle Smokey Mountains. Una volta ho anche preso in prestito una vera “custom” costruita da zero attorno a un motore V-Twin della S&S Cycle al costo di $ 66.000, cromata fino all’inverosimile e impossibile da guidare. Dopo 20 minuti l’ho riportata al proprietario: un vero disastro.

Niente “custom” da vetrina, voglio proprio una Harley di serie.

Se avessi spazio, tempo e soldi sufficienti mi comprerei una bella Street Glide e ci farei qualche giro sul misto veloce, togliendo gas con largo anticipo sulle curve e giocando a guidarla col motore.

Potremmo uscire tutti insieme e divertirci un po’ così. Poi voi proseguite pure e, giunti a destinazione, mettete le gambe sotto al tavolo. Quando arriva il caffè, arrivo anch’io.

Un uomo può avere più moto, no?