Per un amico, si fa questo ed altro...
sabato 17 marzo 2012
Per un amico, si fa questo ed altro...
domenica 12 luglio 2009
Le Tre Isole e tutto il resto
domenica 28 giugno 2009
I Gastronauti

La partenza per il Tour delle Tre Isole è appena dietro l’angolo. Ancora tre giorni e saremo in viaggio per
Queste isole promettono notoriamente strade splendide e vedute da cartolina, ma temo che il lato gastronomico dovrà ridursi al panino veloce seduti al bar di qualche paesino lungo la strada. Il percorso è lungo e il tempo tiranno. Alla fine di ogni giornata c’è un traghetto che ci attende ma non aspetta.
Giuro però che in Sicilia pareggiamo il conto.
Difficile non tornare dall’isola con un tangibile ricordo della sua gastronomia: almeno un chilo di peso in più. Antipasti, primi, secondi e dolci siciliani non fanno prigionieri.
Ricca, saporita e variegata, la cucina locale è una tentazione alla quale non si può resistere. Dopo aver mangiato al galoppo come cavalieri del “pony express” durante il viaggio di andata, il piacere di mettere le gambe sotto al tavolo in un ristorante siciliano ce lo vogliamo concedere per intero.
E forse ci prenderemo anche qualche serata di congedo dalla birra per stappare una bottiglia di Nero d’Avola o un bel bianco freddo come il Colomba Platino.
Poi, lasciata
Ma per fare penitenza con insalatina e mezza minerale c’è sempre tempo.
PS: la foto non è un'immagine di repertorio scaricata da Internet. Quella splendida cassata siciliana è stata demolita in località Altavilla Milicia (PA) nel Marzo 2008, in occasione di un raid motociclistico che, date le condizioni meteo, avremmo fatto meglio a fare con il windsurf.
venerdì 12 giugno 2009
La strada chiama

La mia moto si sta riprendendo dalle fatiche dell'Istanbul Raid e, a guardare bene, porta ancora i segni del bombardamento di insetti balcanici subito nel viaggio.
Ma la strada chiama: ci sarebbe giusto giusto da fare un bel giro d'Italia in senso antiorario.
La prima parte prevede di saltare il mare come si attraversa un laghetto camminando sulle pietre. Da Savona a Bastia con le ottime navi della Corsica Ferries, da Bonifacio a Santa Teresa di Gallura con i traghetti locali, piccoli ma carissimi, e infine da Cagliari a Palermo con le pessime navi della Tirrenia. Ma non esiste alternativa. C'è una sola nave a settimana su quella tratta e appartiene alla Tirrenia.
Tra un traghetto e l'altro, ci sarebbe da gustarsi la strada che da Bastia scavalca la dorsale corsa e porta alla costa occidentale dell'isola. In Sardegna, la cosa migliore è raggiungere Alghero, scendere da Bosa a Oristano e lavorare di gomme nel tratto stupendo della SS126 da Guspini a Iglesias.
Sbarcati in Sicilia, le cose si complicano e le opportunità si moltiplicano. I tratti belli nell'isola superano di gran lunga quelli brutti. In più, in Sicilia ci sono buoni amici e mia figlia di anni 21 sta facendo l'Erasmus a Palermo.
Quante belle cose, quanto poco tempo.
E questa è solo la prima metà del giro. Il programma completo prevede anche di passare per la Calabria Ionica e approdare in terra di Puglia. Altri bei posti, altri buoni amici.
Il tutto deve chiudersi prima che le fabbriche (quelle ancora in piedi) aprano i cancelli e diano inizio alla temuta alta stagione.
Potremmo partire fra 15 giorni, se tutto va bene. Ma solo a parlarne sento il vento in faccia e vedo l'asfalto scorrere sotto la moto.
Colori, sapori, odori e rumori di viaggio mi invadono la testa e non mi riesce di lavorare.
Stop. Eject.
Ne riparliamo più avanti.
sabato 14 febbraio 2009
Neve a Palermo
Sono appena rientrato da Palermo dove ho trascorso 4 giorni per sbrigare alcune faccende.
Anche se Febbraio non è proprio il mese ideale per fare il turista in Sicilia, trovare temperature attorno ai 20 gradi non è un fatto eccezionale e prima della partenza già mi rallegravo all’idea di farmi qualche passeggiata al sole.
Bè, questa volta non è andata come speravo. Tra temperature gelide, vento e grandine il tempo non poteva essere peggiore e perfino le alture intorno alla città erano spolverate di neve.
Per il resto, niente sorprese. Palermo resta una città di struggente bellezza e di profondo abbandono. Il traffico è caotico ma risponde a regole invisibili che sembrano funzionare.
Le regole scritte, invece, vengono spesso ignorate perché ritenute, a torto o a ragione, non applicabili alla realtà locale. Le infrastrutture sono fatiscenti e i servizi carenti, ma la gente trova il modo di adattarsi, di far fronte alle lacune e di non stressarsi più di tanto.
È un equilibrio anarcoide fondato sulla sfiducia (meritata) nei confronti delle amministrazioni locali in decenni di malgoverno.
Ma ci sono delle costanti positive in Sicilia che non mancano mai di stupirmi: la cordialità delle persone che non conosci e la generosità di quelle che conosci. Ecco perché ci torno sempre volentieri e con qualunque tempo.