Per un amico, si fa questo ed altro...
sabato 17 marzo 2012
Per un amico, si fa questo ed altro...
mercoledì 9 novembre 2011
Salone di Milano 2011
E ce ne vuole tanta per sopportare il cretino che spinge, che non guarda dove va e che ti si para davanti mentre scatti una foto perché, ai suoi occhi, quel giorno al Salone c'è solo lui. Peccato che invece ce ne sono diecimila come lui.
Ma parliamo del Salone. Qualche novità si è vista, nonostante la crisi che attanaglia il settore e il Paese intero. La BMW ci riprova con gli scooter (a va a insidiare il segmento di T-Max e Burgman), la Triumph tira fuori una Tiger Explorer da 1200cc a insidiare la BMW GS e anche il Crosstourer 1200 di Honda punta proprio a sottrarre mercato all'endurona pigliatutto di Monaco. Suzuki presenta la nuova GSX-R 1000 e Kawasaki introduce la Versys 1000. Ducati appollaia un paio di belle ragazze sulla 1199 Panigale e allo stand Honda si può toccare con mano un crossover tra scooter e moto, l'Integra 700, che nel cupolino ricorda la nuova VFR 1200.
Insomma, qualche novità c'è stata. Ci sarà anche chi se le compra?
Il sistema Italia scricchiola e abbiamo finito di fare battute sulla Grecia. Anche per il settore motociclistico il 2012 sarà un anno difficile. Ma adesso è il momento di guardare le moto e far finta di potersele permettere.
Il reportage fotografico sul Salone 2011 compare a destra sul "sidebar".
lunedì 24 ottobre 2011
Dvořák sulle Dolomiti
mercoledì 1 giugno 2011
Incubi contemporanei
sabato 5 febbraio 2011
Due anni di blog
lunedì 13 dicembre 2010
Buona strada, David
giovedì 16 settembre 2010
Il fascino dell'uniforme
Segreto di stato? Di sicuro non è deragliato un treno e la scena quasi si racconta da sé, ma il non posso dirglielo è un piccolo e prezioso momento di autorità da gustare tutto, un piccolo segnale che noi e voi non siamo la stessa cosa.
venerdì 10 settembre 2010
Ognuno ha la stampa che merita
Inserite i dati a seconda dell'argomento/sponsor/benefattore di turno ricordandovi di cambiarli ogni tanto.
Mitico, fiore all'occhiello, prestigioso, Made in Italy, firmato dalla penna di, serie limitata, accattivante, prezzo interessante, linee filanti, ciclistica d'eccezione, motore generoso, componentistica di qualità, design di eccellenza, che il mondo ci invidia, esuberante, grintoso, entusiasmante, giusto compromesso, accoppiata vincente, gioco di prestigio, ha tirato fuori dal cilindro, oggetto di culto, ha superato sé stessa, conferenza stampa blindata, ghiotte anticipazioni, esclusivo sistema di frenata, sbaragliata la concorrenza, guidabilissima, potenza mostruosa ma docile da gestire, comoda come una poltrona, 275 kmh sulle autostrade tedesche, 190 CV di pura libidine,domani ho la rata del mutuo.
venerdì 20 agosto 2010
Milwaukee addio
giovedì 5 agosto 2010
Punti di vista
Un altro dei grandi piaceri della vita è togliersi la tuta antipioggia...
sabato 10 luglio 2010
Ti saluto
sabato 12 giugno 2010
Altro giro, altra corsa
lunedì 19 aprile 2010
Motociclisti e cani
Il cane, nella sua profonda saggezza esistenziale, non ne capirebbe il motivo e non ne sente il bisogno.
domenica 21 febbraio 2010
Un anno!
sabato 6 febbraio 2010
Io e il GPS
martedì 2 febbraio 2010
Modainverno 2010
domenica 8 novembre 2009
Big Frank cambia moto
Big Frank si chiama così per un buon motivo.
È un uomo che sta per salutare la cinquantina, con un fisico da lottatore e una pancia di proporzioni ragguardevoli. Una stretta di mano di Frank è come infilare le dita tra due rulli. Eppure quando si lancia in una serpentina di curve con la sua FZ-1 sembra un ragazzo sulla sua prima motoretta da sparo.
Questo da lontano.
Da vicino, per dirla come gli Americani, sembra un gorilla che fa sesso con un pallone da football.
Frank ha un cognome di origine polacca pieno di consonanti e quindi, per distinguerlo dagli altri due Frank del gruppo di amici con cui gira, si è deciso di chiamarlo Big Frank, mentre gli altri due sono ovviamente Medium e Small.
Frank ha fatto la sua carriera nell’US Army ed è andato in pensione come sottufficiale. Se incontra qualcuno che faceva l’ufficiale è meglio intervenire per separarli perché, adesso che è un civile, Big Frank si toglie i sassolini dalla scarpa senza mezzi termini.
La sua passione sono le moto. Nel garage della sua villetta sul Buffalo Lake in North Carolina, Frank ha una piccola collezione: una Honda ST1100, una Yamaha FZ-1, una Buell Ulysses e una FJR1300 del 2005.
Adesso però ha venduto le ultime due e si è comprato una FJR1300 modello 2008, colore nero, e, se lo conosco, le avrà già limato le pedane sulle curve delle “back roads” dalle parti sue. La moto è praticamente nuova e Frank ha davanti a sé un intero inverno per metterla a punto come vuole lui: motore, sospensioni e accessori vari.
Già me lo vedo con la cassetta dei ferri aperta, un mug di caffè che fuma sul bancone e le lenti bifocali inforcate mentre prova a infilare le manine XXL negli spazi della carenatura.
Nel suo garage c’è anche tutta l’attrezzatura per cambiare le gomme e non manca mai un paio di treni di scorta sullo scaffale. Chi si trovi a passare dalle sue parti e abbia un problema di pneumatici, basta che lo chiami sul cellulare. Frank ha tempo a disposizione, è un meccanico esperto e non chiede di meglio di essere richiamato in azione.
Arriva con il suo rimorchio, ti carica la moto e due ore dopo sei di nuovo in strada. Nel frattempo hai bevuto un caffè con lui (o una birra a seconda dell’ora) e ti ha raccontato di sicuro che cosa pensa degli ufficiali.
Big Frank è quel tipo di motociclista che ti fa essere orgoglioso di appartenere alla categoria.
venerdì 30 ottobre 2009
Una bella storia vera
Tyler è una donna sulla quarantina, vivace e attraente, che vive in California dalle parti di San Francisco. Il suo hobby è la moto e ha perfino messo su una piccola società che organizza tour motociclistici negli Stati Uniti. martedì 27 ottobre 2009
La madre di tutte le strade

giovedì 27 agosto 2009
Storie di banchina
La fila di veicoli sulla banchina è interminabile, ma con la moto sei sempre in pole position o quasi.
Davanti a noi ci sono solo due moto e hanno targa tedesca. Lui è un tipo dissipato, come un hippy in naftalina, codino grigio e giacca con le frange, sembra Willie Nelson ma è molto più alto.
Dietro di noi è appena arrivata una coppia italiana su R1200GS, tra lui e lei c’è mezzo catalogo BMW Motorrad 2009. Conto almeno 2000 Euro di vestiario in vista, chissà poi quanto altro si nasconde nelle borse corazzate (o refrigerate che siano). Sembrano seccati di non essere i primi della fila, ma si sa che la vita è ingiusta.
Poi c’è un tizio chiacchierone con un V-Strom stracarico di bagaglio. Dice di non avere nemmeno una cartina stradale, ma è anche vero che le vacanze più belle sono quelle estemporanee. Speriamo che abbia almeno portato lo spazzolino da denti.
Un fracasso infernale annuncia l’arrivo di due olandesi in tute di pelle integrali abbarbicati su due Ducati sferraglianti che puzzano di olio caldo. Sfilano davanti a tutti e si fermano con aria soddisfatta a un metro dall’orlo della banchina. Gli sguardi di venti motociclisti si fissano su di loro, qualcuno scuote la testa. “Arschlöcher” dice fra i denti Willie Nelson mentre si accende una paglia senza filtro.
Intanto alla fila si sono aggiunte tre moto stradali (due Kawa e una Suzy) con tre tipi palestrati che, dopo averci fatto quattro chiacchiere, non sono in viaggio a caccia di donne. Speriamo che non ci capiti la cabina a fianco.
Il sole è già calato e, nella luce rosa-arancione di un tramonto estivo, appare all’improvviso la nave. È una sagoma scura che scintilla di mille luci mentre scivola silenziosa verso di noi; poi ruota con elegante sicurezza e attracca alla banchina, spingendo verso terra l’odore della nafta mischiato alla puzza di mare marcio del porto.
Dopo mezz’ora il ponte garage si è svuotato e l’ufficiale ci fa segno di indossare i caschi e salire a bordo. I due Olandesi fanno finta di non capire e cominciano a smanettare come due scooteristi al semaforo, braaap, braaap, ma il casco non se lo mettono.
L’ufficiale gli fa di nuovo segno: mettetevi-il-casco. Ma loro niente; si son fatti mille chilometri per venire fin qui a fare come gli pare e nessuno ormai li può costringere. In Olanda avrebbero subito detto: Jawel meneer! e si sarebbero infilati gli integrali, ma qui sono in vacanza ed è troppo bello fare i cinghiali in Italia.
L’ufficiale si stringe nelle spalle e li fa salire a bordo. La sua espressione dice: cazzi loro.
Ora saliamo anche noi. Nel giro di pochi minuti le moto sono appoggiate sul laterale con la prima inserita e il bagaglio è già stato scaricato alla rinfusa in cabina.
Mentre attacchiamo la prima birra, una vibrazione scuote la nave e i lampioni della banchina sfilano lentamente. Siamo partiti.
















