mercoledì 1 giugno 2011
Incubi contemporanei
lunedì 13 dicembre 2010
Buona strada, David
giovedì 5 agosto 2010
Punti di vista
Un altro dei grandi piaceri della vita è togliersi la tuta antipioggia...
lunedì 16 novembre 2009
Otto semplici regole
Quando è tanto tempo che giri, è difficile che non ti sia imposto qualche regola (conscia o inconscia che sia).
Se vado in auto, la mia regola è arrivare a destinazione il prima possibile.
Se vado in moto, la faccenda diventa un po' più articolata. Ma si sa, quando qualcosa ti appassiona, tutto si complica...
Queste sono le mie regole, l'ordine non importa un gran che.
- Non sono in gara con nessuno. C’è gente che supero e altra gente che supera me.
- Ci sono giornate in cui mi va di andare forte e mi piace competere. Altre volte mi basta solo andare e non per questo mi diverto di meno.
- Non mi lascio imporre un passo che non è il mio. Gli amici più veloci mi aspetteranno al primo bivio. A mia volta aspetterò al primo bivio quelli più lenti.
- Piuttosto che mettere a rischio la vita di un amico con un sorpasso azzardato aspetto volentieri un’occasione migliore.
- Evito di uscire con chi sa andare in moto molto meglio o molto peggio di me. Chi è molto più bravo, con me si annoia, chi invece è molto meno bravo finirà per mandarmi in terra.
- Ogni volta che rischio e non mi succede niente, mi sono bruciato un credito. Il problema è che non so mai quanti me ne restano.
- Vado in moto per indossare abiti scomodi e arrivare stanco. Se volevo un comodo mezzo di trasporto, mi compravo lo scooter.
- La gente si divide in due categorie: chi va in moto e chi no.
mercoledì 30 settembre 2009
Big-sky country
Ci risiamo. Mentre le giornate si accorciano e l’autunno segnala la sua presenza al calare del sole, viene la voglia di chiudere l’anno motociclistico in bellezza.
Come è stato per
Ci resteranno poi solo le passeggiate di un giorno negli spiragli che l’inverno consente.
È proprio
Non faremo indigestione di autostrade per raggiungere più velocemente la nostra destinazione.
La meta per chi va in moto è il viaggio stesso e intendiamo utilizzare qualche carretera nacional per non perderci quegli angoli di Spagna che l’Autopista spesso ti rapina.
Saremo tre o al massimo quattro. È il numero ideale per trovare rapidamente da dormire dove ci porta l’ispirazione e per appoggiare i gomiti sul tavolo alla fine della giornata e parlare del giorno dopo.
Ma ora vi lascio. La carta Michelin N. 578 (Andalucìa) mi attende.
domenica 14 giugno 2009
Il concetto di corsia

La parola italiana "corsia" si traduce con voie, Spur, lane, carril nelle altre lingue europee, ma non vuol dire esattamente la stessa cosa.
Per l'automobilista italiano ci sono due tipi di corsia tra cui poter scegliere: quella contenuta tra due strisce bianche dipinte sulla strada e una che corrisponde allo spazio occupato dalla sua auto. Ecco perché l'automobilista italico è sempre nella sua corsia, almeno una delle due. Ecco anche perché, se qualcuno invade la sua corsia (una qualunque delle due), ha il doppio di ragioni per incazzarsi.
Da parte sua, lui non taglia mai la strada agli altri perché viaggia sempre nella "sua" corsia.
Di corsie ne esistono diverse categorie anche se di misura identica. La corsia di destra, che nessuno vuole, è associata al traffico lento.
In un paese che ha dato i natali a tanti eroi del volante, "lento" è un insulto mortale. Quella corsia resta libera per chilometri, mentre infuria la battaglia per la supremazia nelle altre.
La corsia di sorpasso è l'habitat preferito dell'italico al volante.
E' come appartenere a un club esclusivo senza pagare niente. E' un luogo di rivalsa sociale molto importante. Si vedono Fiat Tipo degli anni 80 ingaggiare battaglia con Maserati nuove di pacca.
Per mesi, il tipo della Tipo racconterà il duello serrato sostenuto con l'auto del tridente, mentre il guidatore della Maserati, probabilmente, non si sarà accorto di niente.
La corsia di sorpasso si lascia a malincuore, si lascia all'ultimo momento prima di attraversare di colpo 3 corsie di traffico e imboccare l'uscita autostradale. Niente riempie di gioia il cuore italico come aver eseguito al millimetro questa manovra, che solo alcuni incapaci ritengono pericolosa.
L'unica eccezione alla regola è il sorpasso di una moto.
L'automunito tricolore rientra dal sorpasso addirittura ben prima di averlo completato. E' un gesto inconscio che ha lo scopo di creare uno spostamento d'aria e quindi fastidio alla moto.
E' il solo modo per emergere e farsi notare dal motociclista in un mare di scatole di latta: "Guardami, ti ho superato!"
Altra corsia molto contesa è quella di avvicinamento alle porte del Telepass. L'italico al volante adora la sensazione di volare su quelle strisce gialle e solo all'ultimo istante si butta dall'altra parte (tagliando rigorosamente la strada a tutti) per andare a pagare in contanti.
Approfittare per duecento metri della corsia del Telepass è un altro di quei piaceri raffinati, come viaggiare in treno in prima classe con un biglietto di seconda, che solo un animo italiano sa apprezzare pienamente.


