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martedì 2 febbraio 2010

Modainverno 2010

L'uomo motociclista dell'Inverno 2010 si presenta spudorato e avventuroso, novello James Dean all ricerca di pupe da bar e risse nel saloon. Ma quando soffia il maestrale, anche il ribelle più ribelle corre ai ripari.

Ecco qui una mascherina in neoprene con sovrastampato un teschio, un indumento utile quando il termometro scende sotto lo zero e al tempo stesso una simpatica burla ai danni dell'automobilista che si ferma al vostro fianco al semaforo. Basterà un rapido sguardo nel suo finestrino per fargli fare una serie di scongiuri. Garantita una situazione e-si-la-ran-te.

Qui di seguito vedete i nostri modelli (abbiamo scelto dei veri motociclisti invece dei soliti frocetti) mentre si trovano on location nel Sahara.

Ecco una giacca ognitempo della Spidi, un indumento tecnico da usare in qualsiasi occasione (basta che non piova o tiri vento). Un fazzoletto di cotone e una sciarpa completano il look da Tuareg. Gli occhiali sono da vista e non sono in vendita, quindi si prega di non insistere.

Ma abbiamo già accennato che il biker 2010 è sfrontato e provocatore, una simpatica canaglia. Ecco quindi una mise particolare, per quelle fredde giornate nel deserto che anche i cammelli non sopportano.

Giacca tecnica Frank Thomas e berretto di lana integrale. Si consiglia di arrotolarlo scoprendo gli occhi prima di salire in moto (questo nella foto è il secondo modello che ha posato per noi, il primo è ancora ricoverato in Tunisia).

Per concludere, vi presentiamo qui sotto un look retrò che riporta alla mente mitiche figure milenarie e che nasce dalla combinazione di più capi tecnici, ma con il freddo non si discute.

La giacca è una Fieldsheer made in USA, mentre il copricapo modello Hammurabi è ricavato da un passamontagna in Lycra con disegni tribali abbinato ad un berretto di lana nera.

Concludiamo così la nostra carrellata sulla Modainverno 2010, segnalandovi che i capi presentati sono già in vendita nei migliori negozi di moto. Se questo servizio è stato di vostro gradimento, lo ripeteremo a breve sul nostro blog presentandovi l'imperdibile e spiritosissima Collezione Primavera.

domenica 17 gennaio 2010

Neve e sabbia

Dopo una settimana intera a cavallo della moto guardando la sabbia scorrere veloce ai lati della strada, il ritorno da Genova a Milano nella nebbia ghiacciata e con i prati coperti di neve è stato un bel salto.
Ma è sempre così: i viaggi ti portano via dalla routine quotidiana ma inevitabilmente ti riportano indietro.

Il piacere di viaggiare esiste perché hai una quotidianità da interrompere. Viaggiare sempre (lo so perché ci sono passato) ti brucia la vita.

Ma facciamola finita con le divagazioni filosofiche. Il viaggio in Tunisia appena concluso è riassunto in queste slide che seguono: sono 190 immagini e come sempre ciascuna di loro dice di più di mille parole.



PS: le didascalie sono in una strana mescolanza di Italiano e Inglese, dato che la stessa presentazione appare anche in un forum americano.

mercoledì 30 dicembre 2009

Ultimi preparativi

Tra una settimana si parte per la Tunisia e, come da tradizione, è questo il momento di preparare le liste di controllo per vedere se nel bagaglio manchi qualcosa.

In primis, occorre una Carta Verde che contenga la sigla TN e che quindi copra la Tunisia. Seguono naturalmente la patente di guida, il passaporto e il libretto di circolazione della moto con 10 Euro dentro (capisc’ammè..).
Avremo un compressore per i pneumatici, un paio di kit riparagomme e un solo completo di chiavi inglesi. Inutile che tre persone portino le stesse cose.
Per non litigare, però, abbiamo tre carte stradali del Paese e una quantità di depliant forniti dall’Ente del Turismo tunisino che serviranno per compilare una lista di posti da vedere a ogni costo.
Il posto d’onore nella mia borsa da serbatoio appartiene alla fedele Canon EOS 5D con un paio di obiettivi tuttofare. Sarei tentato di portarmi appresso due corpi macchina e otto obiettivi, ma finirei  per sovraccaricarmi inutilmente. Non ha senso riempirmi di "vetri" particolari, che magari userò per una o due foto (se va bene) in tutto il viaggio.


In un angolo della borsa da serbatoio mi accompagnerà questo cimelio. E’ un dizionario Italiano-Arabo che ha quasi un secolo e non vede il Nord Africa da 70 anni. Lo usarono i miei genitori durante la loro permanenza in Libia alla fine degli anni ’30 e non è più ritornato da quelle parti dal 1940 a oggi.
L’oggetto ha un valore più che altro simbolico. Tanto per cominciare è a senso unico, cioè non prevede la traduzione dall’Arabo in Italiano (e se anche lo facesse, io non so leggere l’Arabo). Inoltre la Tunisia è notoriamente un Paese a vocazione turistica e per farsi capire basta il Francese (ma spesso funziona anche l’Italiano).
Insomma, l’opera del Sig. R. Di Tucci edita dalla Sonzogno di Milano attorno al 1910 (che a suo tempo costò 2 lire) mi accompagnerà come talismano e poco altro. Mi è bastato dare una rapida occhiata alla parte intitolata Elementi di grammatica per capire che con la lingua araba ho ben poca affinità.
Comunque Vino si dice sherab. Manca, ahimè, del tutto la parola Birra. Di Tucci, ma che cosa mi combini?
Mi consola sapere che in Tunisia c’è una buona birra locale chiamata Celtia, ma a me basta non dover bere Heineken.

domenica 27 dicembre 2009

Tunisia 2010


E’ ufficiale!
Si parte per la Tunisia il 6 Gennaio.
Inutile aggiungere che le moto scalpitano dopo un mese di inattività e anche noi non vediamo l’ora di mettere il pollice destro sul pulsante Start. Siamo in tre e siamo ben affiatati, avendo nel corso degli anni macinato migliaia di chilometri insieme.
Un programma dettagliato non c’è e non ci sarà. A parte l’albergo per la prima notte in Tunisia, non intendiamo fare altre
prenotazioni. Data la stagione, andremo dove il meteo ci impone di puntare la ruota anteriore.

Possiamo fare un giro in senso orario discendendo lungo la costa orientale e poi risalendo il confine con l’Algeria, ma sul posto potremmo anche decidere di percorrere l'itinerario in senso contrario.
Destinazioni d’obbligo: Dougga, El Djem, Ksar Ghilane, Tataouine, Djerba e altre ancora.

A Dougga non voglio rinunciare. E’ stato uno degli ultimi posti che ho visto insieme a mio fratello Roberto prima della sua prematura scomparsa 14 anni fa e ancora ricordo le risate che ci siamo fatti. Lui aveva avuto un brutto incidente in Antartide (dove lavorava tre mesi all’anno) ed era stato costretto a camminare con una stampella durante la lunga convalescenza post-operatoria, vedi foto di Roberto con sua moglie Sofia durante quel viaggio. Muoversi tra gli scavi di Dougga era per lui un gioco di pazienza e di equilibrio.

Ma visto che nella zona archeologica erano ancora in corso i lavori, presi in prestito una carriola dal cantiere e iniziai a scorrazzarlo in giro lungo i sentieri che correvano tra le rovine. Fu veramente un gran viaggio e fa parte dei miei ricordi più belli.




Non ho dimenticato anche la cucina locale, anzi quel viaggio mi servì per portarmi a casa delle nuove ricette e fare scorta di Tahina, la pasta di semi di sesamo che si usa in tutto il Nord Africa e nel Medio Oriente.
Agli amici che leggono questo blog prometto ovviamente di riportare impressioni e fotografie da pubblicare.