Di che cosa parliamo? Parliamo d'altro.


Il prestigioso marchio Motom è ritornato a fregiare degli splendidi scooter…
Vacanze da sogno nel prestigioso Hotel Caccamo, due stelle, vista tangenziale, tutte camere con bagno, sottopassaggio per accedere al parcheggio. Disponibili camere insonorizzate per un modesto supplemento.
"Lo spot, epico e corale, fatto di natura, di mucche, di passione e di latte, racconta che il latte, e la linea di prodotti Alta Qualità G*** nascono da un incontro straordinario. Quello tra chi il latte lo fa per davvero, e chi lo beve; che mai, come nel caso di G***, sono così vicini."
Ma a voi vi frega niente dei reali inglesi?
A me meno di niente. Per non parlare dei reali del resto del mondo, da Juan Carlos di Spagna alla regina Beatrice d’Olanda ai 4 re delle carte da poker.
Eppure la nostra stampa ne parla spesso e volentieri, specialmente dei britannici: della vecchia babbiona Elisabetta II, del figlio pirla e dei nipotini mezzi hooligan che frequentano ragazzine della buona società alle quali i genitori danno consigli su come restare incinte di un Windsor. “Figlia mia, è la volta che ti sei sistemata. Altro che fare la velina!”
In Inghilterra ci sono dei giornalisti specializzati (detti royal correspondent o royal watcher) che lo fanno per mestiere. Ma si sa, gli inglesi hanno un rapporto curioso con i loro reali. Gli costano come una guerra persa, ma ci sono in qualche maniera affezionati, per decadenti e rimbambiti che siano.
Ma da noi? Che cosa ce ne può fregare a noi dei re degli altri? Già abbiamo una ex-famiglia reale di debosciati parassiti che cerca di attaccarsi alla tetta di Mamma Italia. Pensano giustamente i Savoia: se lo fanno Marchionne e Colaninno che sono dei plebei, perché noi no?
Corrispondenti reali full-time da noi non ce n’è. Quando il rotocalco per casalinghe disperate ha bisogno di un servizio sui reali di qualche paese, distoglie l’inviato che aspettava al varco le attricette biotte e lo manda a Londra, a Madrid o all’Aia a raccogliere notizie, o magari le compra da qualche agenzia di stampa specializzata in teste coronate. È un mestiere anche quello e non è meno dignitoso di suonare l’organino in metropolitana.
Da noi però quotidiani e reti TV hanno il “corrispondente vaticano”, una figura ben introdotta nei grigi corridoi del potere ecclesiastico e che rivela a un pubblico affamato di non-notizie qualche blando episodio o melensa battuta del sommo pontefice.
Quando Ratzinger si ruppe il polso qualche mese fa, il corrispondente vaticano di Sky TG 24, che ha pure la classica voce da prete (chi va con lo zoppo…) era veramente costernato, ma allo stesso tempo emozionato nel trasmettere la prima vera notizia dal Vaticano in quattro anni di pontificato del Paparatzi.
Il maresciallo Orazio Cane del RIS dei Carabinieri è alle prese con un caso molto bizzarro: Gaetano M., anni 39 da Bitonto, agente immobiliare a Milano è stato vittima di un misterioso incidente. L’hanno trovato all’interno di un container da
Insospettito da un grosso foro nella parte posteriore del container, il gruista Giovanni P. di anni 46 da Vado Ligure, lo appoggiava sul molo e avvisava la sicurezza.
Mentre il malcapitato era ricoverato in rianimazione all’ospedale di Savona, il maresciallo Cane procedeva a un attento esame del container nel tentativo di ricostruire la vicenda.
A sua insaputa, poche ore prima, una pattuglia della Polizia Stradale in servizio sulla Tangenziale Ovest di Milano riceveva una strana segnalazione da una coppia di turisti francesi a bordo di una VW 1200 del 1969 amorevolmente restaurata. I due dichiaravano di aver sentito un violento urto sul paraurti posteriore dell’auto e di essersi fermati a controllare presso l’Area di Servizio di Assago.
Didier V., anni 62 da Avignone, riscontrava un’ammaccatura sul cofano posteriore e la traccia di un pneumatico che dal retro dell’auto proseguiva fino al tetto.
Ma nemmeno le indagini scientifiche del RIS avrebbero potuto trovare il bandolo della matassa.
Per collegare i due episodi e chiarire il mistero si è dovuto attendere la testimonianza dello stesso Gaetano P., una volta tornato in grado di parlare.
Il protagonista dell’incidente aveva appena incontrato un cliente in zona Settimo Milanese e con il suo Burgman 650 viaggiava sulla tangenziale in direzione Sud per un appuntamento con un altro cliente. “Stavo in forte ritardo – prosegue il racconto di Gateano P. – e andavo a 160, quando all’improvviso si è sganciata la copertina del Tucano e mi è volata in faccia. Istintivamente mi sono aggrappato alla manopola del gas per non cadere all’indietro. Poi non ricordo più niente.”
Secondo la ricostruzione del RIS, il Burgman avrebbe in quell’attimo tamponato a gran velocità
Per i gravi danni riportati nell’incidente, Gaetano P. ha fatto causa alla Tucano Urbano, al francese Didier V. e alla ditta di trasporti che aveva noleggiato il container. “Qui devono cacciare un sacco di soldi! – ha dichiarato – con gente così sulle nostre strade non si può più girare”.
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