venerdì 13 marzo 2009

KTM "Streetfighter". Powered by me...


Oggi ho fatto il Pony Express per me stesso.

C’erano da recapitare dei documenti urgenti al centro di Milano e, complice la bella giornata, ho deciso di prendere la bici. Alla fine, mi sono detto, il tragitto è meno di un’ora.
Dopo un uragano di tombini, buche, marciapiedi da saltare, macchine, pedoni e motorini da scansare, il bilancio è positivo.
Fare il “pony” in bicicletta è adrenalinico, ma forse un po’ pericoloso.

Mi è venuto in mente un pensiero del tutto ovvio: nella “catena alimentare” del traffico, il ciclista sta appena al di sopra del pedone, ma è l’anello della catena più basso a dividere la strada con auto e moto.

Tutti noi che pilotiamo moto di una certa mole abbiamo ben chiare le tecniche creative degli scooteristi, che nel traffico sfruttano la loro maggiore agilità.
Li vediamo spesso fare manovre che rasentano il penale con l’aria più strafottente del mondo.

Ma quando è una bicicletta a comportarsi da”hooligan” nel traffico, lo scooterista non ci sta!

L’avevate mai notato? Se gli tagli la strada o schizzi in un incrocio col giallo (giallo scuro) davanti a uno spùter, l’individuo dietro la copertina del Tucano si indigna, scuote la testa e si mette a suonare.
Quando sono loro a subire i numeri da stordito, li gradiscono poco!

Heh heh heh, chi di scooter ferisce, di MTB perisce…

Il che, se ci pensate, conferma che tutti noi applichiamo i canoni etici selettivamente, a seconda del ruolo che ricopriamo in quel momento.
Da pedoni, pretendiamo giustamente la precedenza.
Appena saliamo in macchina però, tagliamo le gambe al primo pedone che incontriamo.

È solo un aspetto della natura umana che si manifesta dovunque nel mondo, anche se in Italia è un tratto piuttosto ipertrofico.

Le leggi sono fatte perché gli altri le rispettino. Epperbacco!

mercoledì 11 marzo 2009

Compro casa

In questi giorni sto comprando casa e mi ritrovo oggi per le mani l'assegno circolare da versare al momento del compromesso. La cifra equivale a 5 moto nuove del calibro di una FJR1300 o di una GTR1400 (oppure 4 BMW K1300GT).

Devo confessare che, a parte le transazioni di lavoro, ho raramente gestito somme di questa entità e mi sorprende il fatto che l'emozione che provo sia vicina a zero.



Provo ora a immaginare di essere dal concessionario con un quinto di questa cifra che mi brucia in tasca e il contrassegno dell'assicurazione in mano, mentre aspetto che la mia nuova moto sia pronta. Allora sì che il cuore batte e le mani sudano.

Strana cosa. Eppure avere un tetto sulla testa è un bisogno essenziale, altro che la moto. 
Non solo, ma la cifra complessiva dell'acquisto di una casa è il bilancio annuale di un piccolo paese del terzo mondo.

Sono perplesso. Farò un salto in garage a ringraziare la mia moto per regalarmi sempre delle grandi emozioni in cambio di poca spesa...


lunedì 9 marzo 2009

E lei aspetta...

"E lei aspetta (Ode alla primavera)". E' il titolo semiserio di un divertente video realizzato da Chris, un motociclista americano che guida una FJR 1300. "Lei" si riferisce alla sua moto, che e' rimasta chiusa in garage durante tutto l'inverno. Siamo nel Michigan, uno stato del Nord che confina con il Canada, dove gli inverni non scherzano.

Quest'anno pero' anche il nostro inverno non e' stato da meno e il significato del video di Chris coglie nel segno. E' ora di uscire e far girare le gomme!

Se il video di Chris vi è piaciuto, l'amico motociclista ne ha realizzati diversi e li trovate qui.

sabato 7 marzo 2009

Gente fatta così

I soliti motociclisti...

Mi ha scritto una mail il mio amico “Big Frank”, di Sanford, North Carolina (USA).

“Se anche quest’anno vieni in vacanza negli Stati Uniti, fammi sapere il periodo.

Se vuoi, puoi contare su una delle mie moto. Scegli tu: una Fazer 1000, una FJR1300 o una Buell Ulysses. Spero di poter fare qualche bel giro in compagnia tua e di tua moglie. Ciao.

Frank S.”

Frank è un cristone di almeno 120 kg che ha superato i 50, ma in sella a una moto è agile come una scimmietta. Nella foto è quello pelato (voglio dire, quello pelato a destra). Conosce tutte le strade ma non conosce paura. C’è la cosiddetta Liberty Road dalle sue parti che è una specie di videogame studiato per motociclisti: stretta, tortuosa, costellata di ponticelli e ogni tanto benedetta dalla ghiaia in curva. Ma Big Frank se la macina come se fosse un rettilineo. Imprendibile.

Lo scorso anno Frank mi ha prestato la sua FJR1300 e ci ho girato una settimana tra North Carolina e Tennessee. Alla fine del giro mi sono reso conto che le gomme erano arrivate alla frutta. Così gli ho fatto una sorpresa e gli ho regalato un treno di Michelin Pilot Road.

Frank ha guardato il paio di gomme nuove e mi ha detto: “Ti ringrazio, ma non dovevi.” (Che avevo detto? I soliti motociclisti.)

Grazie Big Frank.

Quest’anno, complice la crisi, il viaggio in USA me lo sogno…Ma è bello sapere che ci sono amici così.

venerdì 6 marzo 2009

Milano, ore 18:00

Sono partiti!

Al verde, la griglia di partenza impazzisce completamente, con macchine che si buttano a sinistra e a destra per assicurarsi spazi liberi di accelerazione. 

Il Rag. Fumagalli su Fiat Duna pesta il pedale nel pavimento e prende il comando in una nuvola di fumo nero, seguito dalla giovane promessa Gaetano Scoccimarro su Opel Astra turbodiesel (ascensori Schindler) che però sportella vistosamente un Burgman mandandolo fuori pista. 

È bagarre: la Sig.ra Adalgisa su Nissan Micra canna grattando un cambio marcia e viene tamponata da Ahmed Al Rashid Al Masri su Fiat Ducato che arrivava senza freni. Piervittorio LaFava, su Aprilia Motò (tenuta in maniera maniacale, tutti i tagliandi documentati) per evitare i vetri sparsi sull’asfalto schiva da gran manico gli ostacoli ma ahimè parte per la tangente e centra una fermata dal tram. Si rialza subito, sembra illeso.

I marshal sventolano freneticamente le bandiere gialle, ma Cosimo Laminchiazza, autista ATM al volante di un bus Iveco della Linea 73, prosegue a palla, con il limitatore che attacca e stacca di continuo, e supera in derapata l'Ing. Luca Zillo, su BMW X5 che si attardava a impostare il GPS. 

La coda dell’autobus urta l’avantreno della Lancia Fedra di Mayah Lona, cittadina ungherese di professione soubrette, che va in testacoda. È il panico! La seconda metà della griglia di partenza si schianta contro la monovolume che occupa di traverso la carreggiata. Ma la gara continua, almeno fino al prossimo semaforo rosso.

Da Milano, Via Gallaratese, è tutto. Studio, a voi la linea.

martedì 3 marzo 2009

Trafficare sulla moto



F
orse qualcuno potrà spiegarmi per quale motivo trafficare sulla moto è per me una forma di relax, mentre fare manutenzione sulla macchina è qualcosa che rimando continuamente.

La povera auto ha ormai 11 anni e 100.000 km no, ho controllato, siamo già a 150.000...e la creatura giurassica ha sicuramente più bisogno di attenzioni della moto. A certi regimi sento la trasmissione che ulula e quell'olio motore chiede di essere messo a riposo.
Eppure non riesco a trovare la voglia di cambiarle i fluidi o fare delle operazioni elementari di manutenzione.
Se invece mi dite di trafficare sulla moto, per me è come un invito a nozze.

Mi metto la tuta, i guanti di lattice e mi scelgo i ferri giusti per fare il lavoro richiesto. Deve essere una specie di terapia occupazionale che mi distrae dai pensieri più stressanti.

Ma credo sia anche un discorso legato alla bellezza delle parti meccaniche di una moto, alla precisione dei componenti e alla relativa facilità di accesso senza bisogno di calarsi in un tunnel.

Prendete una pinza dei freni o un cerchio della moto e comparateli all'equivalente di un veicolo a quattro ruote. Non c'è paragone nel livello di rifinitura dei pezzi e nell'equilibrio tra funzionalità e design.

Ecco, lo sapevo. Ora devo per forza andare a smontare qualcosa...