martedì 31 marzo 2009

Questione di civiltà

Se la misura della civiltà di un paese è data dallo stato dei gabinetti pubblici e dalla segnaletica, cari amici in Italia siamo messi male.
Se avete il coraggio, entrate al WC di un aeroporto per verificarne lo stato di degrado.

Ma dove sono i gabinetti? Già, non si vede nessun cartello.
No problem, seguite la puzza.

Piastrelle rotte, asse divelto, niente carta, la chiusura della porta è difettosa.
Il poverino che deve sedersi fa bene a tenere una gamba tesa a bloccare la porta altrimenti può entrare qualcuno distratto che gli si siede sopra e si libera.

Poi andate in un aeroporto del terzo mondo e trovate bagni in condizioni migliori. Viene proprio da pensare.


E la segnaletica? L'Italia deve essere il primo paese al mondo per le vendite di GPS, perché girare senza non si può.

Chi segue i cartelli é perduto. Chi chiede informazioni per strada è perduto (la gente ormai sa solo dove abita, dove lavora e dov' è la pizza al taglio).

Oggi mi sono avventurato in moto nel comune di Castellanza, una di quelle cittadine attorno a Milano che se le vedi dall'alto dici: ma quella è ancora Milano.

Dalla Madunina a Castellanza non ci saranno nemmeno venti metri di campagna, però cambi comune almeno sei volte, anche se resti nella stessa città. E io da mezz'ora cerco una strada e non la trovo.
Ti vedo un vigile urbano su una BMW F650, mi affianco e gli chiedo informazioni. Neanche lui sa dov'é questa strada.
Ho il casco integrale ma lui evidentemente ha capito lo stesso che sto ridendo.
Si giustifica allora: "Sa, io sono di Olgiate Olona", che è un'altra parte di pseudo-Milano a cento metri da Castellanza, il tutto prima di arrivare a Chiasso, dove allora finisce veramente Milano perché sei in Svizzera.

Nel frattempo, cartelli su cartelli su cartelli. I pali si piegano sotto il peso dei cartelli. "Agriturismo La Raffineria", "Cucina Emiliana da Ahmed", "Concessionaria Yamazuki," "Centro Estetico Rosi Bindi", "Centro Revisioni T.A. Rocchi".

Poi, il miracolo! Leggo l'ennesimo cartello: "Brauerei Marocchina Alexanderplatz –200 m a sinistra" e sotto c'é scritta la via che sto cercando. Grazie al cartello commerciale ce l'ho fatta.
Giro a sinistra, ma la targa con il nome della via naturalmente sui palazzi non c'é, o forse è coperta da altri cartelli.

In Italia la segnaletica che non manca mai è quella assurda dei nomi in dialetto. Ma chi se ne frega che gli abitanti di Buguggiate la chiamano Bügügià. E chi se ne strafrega che Rho è Comune per la Pace.

Eh sì, perché tu metti su un cartello e hai fatto la tua parte per la pace nel mondo. Comodo, no?

lunedì 30 marzo 2009

Conto alla rovescia per Istanbul


Mancano 45 giorni alla partenza per l'Istanbul Raid e il team è pronto e carico di entusiasmo.

Flavio, con la Kawasaki 1400 GTR ha già montato le Pirelli Angel con le quali farà il viaggio.

Luciano sta aspettando a farlo: la sua Yamaha FJR1300 ha ancora gomme discrete e c'è tempo per consumarle ancora un po'.

Anche Alfred ha una FJR1300. La sua è praticamente nuova e credo non abbia particolari operazioni da compiere, salvo sostituire la targa americana con una svizzera, visto che ora abita nella Confederazione.

Io con la mia FJR 1300 del 2005 ho la moto più "vecchia"! La bestia è in gran forma e ha da pochi giorni una vista d'aquila: un paio di lampade allo xeno che saranno di certo un grande aiuto se ci troveremo a viaggiare di notte.

L'albergo di Istanbul è già prenotato; per il viaggio di andata abbiamo già fissato il pernottamento a Zagabria e a Sofia. Sulla via del ritorno, ci fermeremo forse a Salonicco, ma per ora la località definitiva è "open".

Ancora qualche settimana e partiranno i miei controlli tecnici per la partenza. Poco prima del via monterò gomme nuove, le Continental ContiMotion che si presentano come una valida scelta per un viaggio di media lunghezza.

E come sempre avviene, il piacere di un'esperienza come quella in programma comincia già mesi prima di salire in sella e di avviare il motore.

domenica 29 marzo 2009

La paura è un business

Chi ha letto "Stato di Paura" del compianto Michael Crichton ricorderà la trama (anche piuttosto controversa) del libro, in cui alcuni speculatori fomentano i timori della popolazione nei confronti di presunte catastrofi climatiche.

Ma senza voler credere a grandi cospirazioni, il "bisogno di emergenze" fa parte della nostra società ed è il fondamento del giornalismo moderno. La notizia fa notizia solo se spaventa, orripila e preoccupa.

Prendete questa moda dei "controtest" sui caschi. 

Notizie a piena pagina sulle riviste e sui sitarelli Web marchettari come Moto.it per il raid della finanza che ha sequestrato caschi "tarocchi".  Poi ti arriva Altroconsumo che con grande tempismo boccia 4 caschi su 15. 

Toh, guarda caso tutti italiani.



I produttori italiani ci rifilano caschi pericolosi? Forse.
C'è un'emergenza caschi? Certamente no.

Un casco di qualità (a mio avviso sempre in fibra e mai in ABS) prodotto da marche di livello internazionale è sicuro e vale i soldi in più che costa.

Ma perché Altroconsumo non si occupa anche di guardrail assassini?

Mi risulta che non ne parli da 6 anni. Forse perché il mulino a vento da combattere è troppo grosso?

Ma la paura è un business. Vende giornali (anche quello di Altroconsumo), crea enti inutili e i relativi posti di lavoro, legittima prove di laboratorio alternative ma soprattutto focalizza l'attenzione del grande pubblico su problemi che (se veramente esistono) non sono così seri come vengono dipinti.

sabato 28 marzo 2009

Qualcuno me lo spiega, please?

Quel tizio di mezza età che vedo tutte le mattine nello specchio del bagno mi ha consigliato di rivolgermi a uno psicanalista.

I motivi sono due: primo, non è il suo mestiere dare consigli di ordine psicologico. Secondo: ne ha le palle piene dei miei interrogativi.

Forse ce n'è anche un terzo: gli faccio le domande mentre mi lavo i denti, poi esco senza neanche aspettare le risposte. Mah, non ha neanche tutti i torti il vecio pelato che vive nel mio bagno.

Questa sono le domande che mi pongo da anni, ma senza mai trovare risposte esaurienti.

OK, cominciamo.


  • Perché andare all'IKEA mi entusiasma come un esame proctologico fatto dal Prof. King Kong?

  • Perché la pubblicità TV in Italia è banale, scontata e degna di un paese del terzo mondo?

    (Intendiamoci, anche all'estero hanno la loro fetta di cagate del tipo "mi prendo il suo Dash", ma molto spesso ci sono delle pubblicità veramente intelligenti. Ma siamo veramente un paese di buzzurri trogloditi?)

  • Perché il coglione sulla vecchia moto da strada infilata a mo' di supposta nella tuta in pelle multicolore ti svernicia con una mano sul fianco a tre micron di distanza, poi si rimette a guidare normalmente e rallenta?

    Ma la madre si faceva le siringhe col Vicks quando era incinta? Ma non era meglio se paparino si metteva il gommino quella sera?(Scusi, Ratzinger, non lo dico più!)




venerdì 27 marzo 2009

A sirene spiegate


Dopo la brillante operazione chiamata "Non ci casco", in cui la guardia di finanza di Genova ha sequestrato 7000 caschi omologati in maniera fraudolenta, le fiamme gialle di Baranzate hanno lanciato l'operazione "Non ci cago", che ha portato alla confisca di 10.000 tazze del cesso irregolari prodotte da più aziende italiane. Come è stato dimostrato in una conferenza stampa dal brigadiere Italo Pappalardo (peso kg 130), i WC tendono a sbriciolarsi sottoposti a forte pressione, con rischio di gravi ferite per il malcapitato utente.

Ora mi sento più tranquillo: teste e culi italici sono salvi.

Adesso ci vorrebbe solo che la GdF la smettesse di correre di qua e di là a sirene spiegate con le sue Punto sgangherate che cadono a pezzi e gli occupanti che agitano le palette fuori dai finestrini come se volessero decollare. Anche quelle acrobazie sulla strada sono pericolose.

Scommetto che quando arriva il momento della revisione per quelle carrette, manco gliela fanno.

"Appundato, gi pensa lei alla revisione della Pundo?"

"No, brigadié, ha detto che gi pensava l'agiente Scognamiglio.."

"Ma Scognamiglio è in penzione da due anni!"

"Ah, vabbuono. Ma lei ce l'ha il telefono di questa penzione che così lo chiamo?"

Le angosce del rider


Caro Blog 

(..ma come si fa a chiamare un figlio Blog, non bastavano già quei nomi da fotoromanzo come Kevin e Heather?)

Vabbé, ricominciamo da capo.

Caro Blog, questa mattina mi sono svegliato pieno di angosciosi interrogativi sul nostro mondo di "rider".
Vedi tu se riesci a darmi risposta.

(No, non ti sto chiedendo perché tanti BMWisti girano con una borsa sola, quello non lo sai nemmeno tu..)

  • Perché quelli della GoldWing attaccano le bandierine alla moto? Ma loro vanno in giro o in crociera?
  • Perché quelli delle moto sportive hanno la ragazza che è alta 130 cm e pesa 38 kg? Se ingrassa, danno via lei o la moto?
  • Perché quello con la Harley quando lo fissi al semaforo fa la faccia da malvivente anche se in realtà fa il ginecologo?
  • C'è una data in cui quelli con le copertine del Tucano le smontano dallo scooter? E che giorno è, Ferragosto?

..e questa è la più angosciante e ci sto perdendo ore di sonno per provare a spiegarmela:

  • Perché quelli delle Sport-Tourer quando li leggi sui forum si spacciano da gente matura, ligia e rispettosa ma appena salgono in moto vanno come castighi di dio, come se avessero uno scorpione nel casco?

Grazie per quanto potrai fare per gettare luce su questi punti oscuri. Se no, mi restano sempre gli psicofarmaci.